Tulipani – 40×30, marzo 2015
Alti tulipani emergono protagonisti occupando tutta la superficie del quadro.
Simili a fiamme, sfoggiano petali rivolti verso l’alto grazie agli insoliti colpi di pennello.
Si elevano sui loro steli dominando il paesaggio.
Non c’è traccia di presenza umana che possa coglierli sottraendoli alla terra.
E non c’è spazio per nessun altro fiore, di colore o forma diversa.
Tutto ciò che resta è un incontro visivo tra l’occhio di colui che osserva da fuori e un luogo che non lascia posto ad altri dettagli. Cielo e terra non sono contemplati.
Simbolo dell’amore, il tulipano primeggia assieme alla rosa nel linguaggio dei fiori, carattere dolcemente espresso dai fili rossi.
Petali che brillano sotto una luce solare.
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Ombra: Recensione di Nicoletta Pavan
Ombra – 100×70, gennaio 2012
“Che mai farebbe il tuo bene se non esistesse il male, e come apparirebbe la terra se vi scomparissero le ombre?”
(Michail Bulgakov, Il maestro e Margherita)
Ombra mi ha colpito nel profondo dalla prima volta che l’ho vista: campeggiava su una parete un po’ nascosta, con la poca luce di un pomeriggio nuvoloso di novembre che entrava timidamente dalla finestra della stanza…l’intera tela ne risultava lievemente oscurata, ma pure si avvertiva la presenza forte, inquietante dell’ombra, di una vividezza che inizialmente appariva minacciosa: come una gigantesca nube scura, una notte blu carica di cupa energia, vorticosamente scuoteva un mare schiumoso, mosso, in burrasca, e un cielo livido già attraversato dal temporale.
Eppure, una volta ‘svegliati’ da questa sensazione, da questo agitato sogno ad occhi aperti, lo sguardo viene immediatamente catturato dai mille zampilli, dai tocchi di luce che salgono dal mare e scendono dal cielo: piccole ma luminose fiammelle, frammenti di sole, scintille di un giallo prezioso. Oro.
E di colpo l’Ombra non fa più paura: esiste perché esiste la luce – così come il giorno ha bisogno della notte – per un naturale equilibrio degli elementi, perché senza di essa non vi sarebbe armonia.
E al secondo sguardo se ne apprezza solo la grande bellezza.
Luce: Recensione di Nicoletta Pavan
Luce – 40X30 ottobre 2014
“Il mio primo ricordo è luce – la luminosità della luce – luce tutto intorno.” (Georgia O’Keeffe)
Luce è la rivelazione dell’artista; è un faro che attraversa la nebbia.
E’ il moto nella pittura futurista, il riflesso del sole in una finestra che si apre.
E’ una donna vestita di giallo che corre veloce nella notte, spighe di grano dorate viste da un treno in corsa; il guizzo di uno sguardo colto in un istante, un sorriso fugace che colpisce e rimane dentro.
E’ il lampo che spezza l’oscurità, la scintilla della pietra che accende il fuoco; è il bagliore della città vista dall’alto.
E’ la verità nella penna del poeta. La necessità che guida la mano, nell’impulsiva pennellata che illumina la tela.
Fiori Sognanti: Recensione di Sara Cifarelli
Fiori sognanti – 70×50, aprile 2015
“Il colore è un mezzo per esercitare un influsso diretto sull’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martello. L’anima è il pianoforte dalle molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, porta l’anima umana a vibrare.” Vasilij Kandinskij
Sia monumentale che enigmatico, sia complesso che caotico. Un’arte la sua capace di raccontare storie attraverso una musica pittorica. Un equilibrio di forme e colori dove ogni elemento, dai colori piatti alle forme geometriche, ha un preciso ruolo.
Tendente all’antinaturalismo, all’astrazione e all’interiorità, resta portavoce di un ritmo pittorico accostato al dinamismo del colore. E proprio sull’immediatezza e l’istintività si basa la pittura di Margherita Tessier: pennellate fluide e calde ricoprono la tela dando forma a composizioni floreali.
È un gioco fugace dove le emozioni durano quanto un battito del cuore e ogni sensazione lascia spazio al colore. Visioni di paesaggi e cieli infiniti ricchi di colori accesi illuminati da una luce sempre presente, anche negli esiti talvolta più cupi, lasciano spazio all’immaginazione dell’osservatore. Non tutto è capibile, non tutto è riconoscibile. Sappiamo che la natura è il dato predominante, una costante riscoperta del mondo esterno. Una continua fuga dal caos urbano, sempre alla ricerca di uno spazio vivibile sia nello spirito che nel corpo. Un ambiente ideale dove forme e colori trasmettono gioia, pace, tranquillità e che liberano l’occhio e la mente dalle inquietudini del mondo.
Un’esaltazione delle bellezze naturali e della felice sperimentazione artistica.
Sara Cifarelli